La Scighera

La Scighera è un circolo ARCI anarchico che ha trovato il suo nido all’inizio di via Candiani: in pratica se esci dalla stazione e continui a camminare ci vai a finire contro.

la Scighera è, senza esagerazioni, bellissima. Entrando, ti accolgono un bancone ricoperto di manifesti, birra buona, un biliardino ed un quadro di Paul Hitter, espressionista balcanico, che per quanto ne posso sapere può anche darsi che sia l’unico rappresentante al mondo dell’espressionismo balcanico.
11051984_10206994277632469_6043954991100245409_n

L’ho visto, Paul Hitter. Una sera la Scighera ha organizzato una mostra delle sue opere, tra cui una bruna madonna zingara dagli occhi azzurri che ancora turba i miei sogni, tanto sembrava ti scavasse l’anima.
Ma non c’erano solo i quadri, quella sera, nossignore. la Scighera è enorme, signori, la Scighera ha un suo palco degno di nota, e su quel palco quella sera, c’erano i Pollo Mannaro.
69831_1630460838474_1514447_n
Chi sono i Pollo Mannaro? Onestamente, non lo so. Dopo quella serata assurda, passata a ballare con perfetti sconosciuti al ritmo di una fisarmonica balkano-rock-disco, ho provato a cercare tracce di quella bizzarra mini-orchestra,  ma inutilmente. Sembrano essere esistiti solo per quella notte, come un sogno, o una bella sconosciuta. Quello che so è che li ho amati ferocemente fin da quando,  ad inizio serata e con gli strumenti ancora assopiti, il loro fisarmonico si è avvicinato al microfono ed ha sussurrato:
“Noi siamo i Pollo Mannaro, e quando c’è la luna piena da animali da cortile diventiamo animali da osteria.”
Paul Hitter era seduto lì, in un angolo del palco, con i suoi tatuaggi, il suo gilet di pelle e i suoi capelli biondi. Non capiva un cazzo ma sembrava divertirsi. Sul palco ballava una ballerina gitana; sotto il palco noi.
69831_1630460798473_7695079_n
Quella sera eravamo io e Giuliana de Sa Sartiglia, sarda trapiantata nella periferia di Milano. Madidi di sudore finimmo alle due di notte in un altro locale in Bovisa, mangiando una mousse al cioccolato ed uno stinco di maiale. In quest’ordine: prima la mousse, poi lo stinco. La birra ci aveva aperto lo stomaco.
E come dimenticare la degustazione di vino in bag-in-box, ovvero busta di alluminio in scatola di cartone, da cui tornai con la sensazione di aver ingurgitato acido da batteria?  E il festival internazionale del corto, che mi diede l’inestimabile opportunitá di assistere ad ermetici cortometraggi ucraini, sottotitolati in Inglese? Proiezioni così simboliche che si narra neanche il regista fosse completamente sicuro del significato della vecchia che piange per metá pellicola?
“È cosi autoesplicativo.” Esclamò la bella regazzetta bionda che mi si era seduta vicino. “Danno quasi fastidio i sottotitoli. Tu che ne pensi?” Mi chiese.
Stavo per rispondere che sì assolutamente, la vecchia piangente con il velo nero e l a farfalla che usciva dalla bocca della bambina mi era chiarissima, ma lì è intervenuta mia madre. Nel ricordo, intendo; mi sono ricordato di mia madre che, con l’aria di confidarmi un gran segreto, si china su di me e mi rivela “Andavamo tutti a vedere i film di Antonioni e dicevamo tutti che ci piacevano, ma in realtà non capiva un cazzo nessuno.”
“Veramente non ci ho capito molto” confessai alla ragazza.
Neanche un minuto dopo aveva cambiato posto.
“Se avevi detto che ti piaceva te l’eri scopata” ebbe a sentenziare più tardi il mio coinquilino.
Immagino che non lo sapremo mai.
La Scighera è veramente un bel posto. Come tutte le cose vive, non è perfetto: se rovesci una birra è assai probabile che ti veda consegnato un straccio per pulire, e il numero di persone dietro al bancone non è sempre proporzionale alla velocità con cui riesci ad ottenere una chiara media. Ma noi bovisani siamo contenti che esista, che illumini la nostra notte.
Ora la Scighera ha recentemente sofferto un incendio, probabilmente causato da un corto circuito. La solidarietá degli ARCI è scattata, così come quella di molti altri, ma anche voi, perchè non vi sganciate dai locali soliti e venite a prendere una birra qua? Se vi sbrigate mi trovate ancora. È da qui che sto scrivendo, con un piatto di pasta, una torta al cioccolato e due birre in corpo. C’è Jimi Hendrix nell’aria. A un tavolo si gioca a Risiko. Cheeseburger “di maiale felice” inbruniscono sulla piastra.
Aiutateci a salvare la Scighera. Abbiamo così poco, noi abitanti delle riserve indiane di cemento.
Annunci

Un pensiero su “La Scighera

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...