Cina Parma e l’Osteria del Biliardo

A Paolo Nori.

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Che di recente ho comprato questa banda che si chiama Mi-Fit, che è tipo un braccialetto, che tu la ordini te la mandano dalla Cina, ti arriva in un pacco tu lo apri ha le istruzioni in cinese, tu allora chiedi alla collega che ti ha convinto a comprarlo, dalla Cina, la stessa collega a cui l’hai visto al polso e gli hai detto che cos’è, gli hai detto, alla tua collega.

E che lei ti ha detto come non lo sai, è un contapassi.

Un contapassi? dico io.

Un contapassi, dice lei.

Che poi non ti conta solo i passi te ti fissi un target giornaliero, tipo ad esempio 8.000 passi, e se ce la fai la banda vibra e ti dice bravo, e ti motiva, e così dimagrisci.

Davvero?, dico io.

Davvero, dice lei.

Che poi non è mica solo un contapassi, ti monitora il sonno, lui capisce dai movimenti piccolissimi o grandi o nessuno se te stai dormendo, e se stai nel sonno leggero che non riposi niente o nel sonno profondo che ristora, e il giorno dopo lo guardi e sai quanto e come hai dormito, così tu pianifichi ti rendi conto vai a letto prima non ti metti a perdere tempo davanti al computer.

Dormi meglio? dico io.

Dormi meglio, dice lei.

E io ho pensato beh grasso son grasso, sarò circa cento chili, in parte giustificati perché ho smesso di fumare, in parte non giustificati perchè pesavo cento chili anche prima, mi potrebbe far comodo, un braccialetto che ti fa camminare, e ti dice bravo.

E poi ho pensato che io dormo sempre pochissimo, da sempre, che sono sempre andato a letto tardi, da sempre, che una volta quando ero piccolo avrò avuto tre anni mia madre mi ha lasciato un attimo solo in cucina, sarà stata l’una ero ancora in piedi, pensa te. Che poi quella è la volta che mia madre si è allontanata un attimo la tv accesa su Maurizio Costanzo è tornata in tv non c’era più Maurizio Costanzo c’era Umberto Smaila, avevo girato avevo messo “Colpo Grosso”, avrò avuto tre anni, mi son girato verso mia madre e gli ho detto “Mamma”, gli ho detto”Che gulo, che gosce!”, gli ho detto, parlavo ancora male avrò avuto tre anni.

Così siccome sono grasso e vado a letto tardi mi son convinto ho comprato la banda cinese, mi son fatto spiegare come funziona dalla mia collega visto che le istruzioni erano in cinese, l’ho impostata a 8.000 passi ad un certo punto durante la giornata vibra, significa che ho fatto 8.000 passi ho raggiunto l’obiettivo e mi dico ah come sono stato bravo.

E poi la sera nella mia nuova casetta di Affori mi dico ah sono le 10 come è tardi, devo andare a letto se voglio avere un quantitativo sufficiente di sonno profondo, vado a letto, dormo, mi sveglio, guardo il cellulare che la banda è collegata al cellulare e l’App mi dice che ho dormito 8 ore, di cui due ore e 12 di sonno pesante, e mi dico ah come sono stato bravo.

Solo che ogni tanto questo porta a delle conseguenze aberranti tipo ieri, che non avevo ancora fatto tutti i passi, e così ho chiamato i miei genitori e mentre parlavamo al telefono del più e del mano io facevo avanti e indietro nella mia casa di Affori, rimbalzavo tra la cucina e il bagno facevo avanti e indietro nel corridoio, e quando la conversazione è finita non avevo ancora raggiunto l’obiettivo allora ho fatto un’altra decina di volte avanti e indietro ,tra la cucina e il bagno, ed alla fine la banda ha vibrato e io mi sono detto ah come sono stato bravo.

Oppure come oggi che stamattina pioveva e io non potevo farmi il mio giretto per Villa Litta, un parchetto che è delizioso, che se io non mi faccio il mio giretto la mattina per Villa Litta poi rimango di malumore tutto il giorno, anche perché poi non raggiungo l’obiettivo dei passi, e allora io mi son detto mi faccio un giretto per Villa Litta al tramonto che è bellissima, Villa Litta al tramonto, il sole che scende tra gli alberi, è bellissima nonostante gli ecomostri che gli stan costruendo intorno, e mentre attraverso Villa Litta mi sento un audiobook.

Che io di recente mi piace sentirmi gli audiobook, che siccome vado a lavoro in macchina non più in treno non riesco più a leggere, leggo poco, e allora mi sento un audiobook, mentre vado a lavoro, o mentre mi aggiro per Villa Litta, per Affori, mi piace, avere qualcuno che mi legge.

Che negli ultimi giorni sto sentendo un audiobook di Paolo Nori, un scrittore di Parma, letto proprio da lui, Paolo Nori, che è uno che legge con l’accento di Parma e scrive in una maniera che son tutte ripetizioni sembra parlato, e frasi lunghe senza troppe virgole tipo questa, insomma. Che son giorni che me lo sto sentendo, mi piace proprio, come scrive, Paolo Nori di Parma, che mi sento mentre attraverso Villa Litta al tramonto.

E visto che dovevo ancora fare dei passi che dovevo dimagrire ho continuato, ho attraversato il parco di Villa Litta, sono uscito dall’altra parte, ho continuato per via Cialdini e mi son trovato all’Osteria del Biliardo.

Toh, mi son detto.

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Che l’Osteria del Biliardo è un bel posto, ha solo un difetto. Che tu ci vai e dici “io ero bravo a biliardo, mandavo certe palle in buca, nel bar del mio paese, andiamo all’Osteria del Biliardo che vi faccio vedere io, a voi, come metto le palle in buca!”

Solo  poi vai all’Osteria del Biliardo e scopri  che il biliardo non ce le ha, le buche.

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Beh, ti dici, pazienza..

Un tè, ho chiesto al ragazzo alto e dietro al bancone, che aveva una barbetta corto tutta curata, un tè,  gli ho detto al ragazzo alto, che devo dimagrire. E alle pareti c’erano quadri ma mica i pagliacci e i paesaggi e le robe tristi no tutti colorati, forse fatti da artisti di strada, e anche le pareti erano colorate, proprio le pareti direttamente, ed era bello.

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Mi metto a scriverecosì, influenzato dallo stile di Paolo Nori scrittore di Parma che mi piace proprio come scrive, e mentre scrivo il posto si riempe e sì che è grande, e sì che non è venerdì nè sabato è solo martedì.

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E nel frattempo a me viene fame, e penso che se voglio finire di scrivere e non andare a letto tardi per non perdere ore di sonno profondo, quello che ristora, forse è meglio che ordini qualcosa.

E così io che avevo previsto di mangiare del pollo alla piastra ordino una lasagna, farcita di pane carasau e pomodorino saltato e pecorino e timo, e la divoro e dopo un minuto è così.

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Però da bere prendo acqua, che sono a dieta.

E non faccio in tempo a finire che anche la seconda grande sala dell’Osteria del Biliardo si riempe, arriva una lunga tavolata un tavolata mista di ragazzi con la felpa e ragazzi in giacca e cravatta e sciure cotonate,  poi arriva eun’altra tavolata con tre donne di cui una mi sa spagnola, e si vede che questo è proprio un posto di ritrovo, ad Affori.

E poi mi alzo e la mia cravatta attraversa di nuovo Villa Litta notturna, che i passi sono compiuti, la pancia è piena, sto andando a letto presto, e tutto è buono, stanotte.

Anche se i biliardi non hanno le buche.

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3 pensieri su “Cina Parma e l’Osteria del Biliardo

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