Sanremo di Periferia: Loreto e gita fuori porta

di Massimiliano Priore

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Loreto e gita fuori porta

“Era Arcore l’epidemia/era l’idiota l’ideologia/era vino che diventa aceto/era ancora piazzale Loreto”. Si entra subito in medias res con questa strofa dei Gang, presa da La corte dei miracoli, che riassume il tema di questa puntata: Piazzale Loreto, la provincia e la Brianza. Del resto, Piazzale Loreto era chiamata la Piazza Duomo dei brianzoli. Anzi, ci si inoltrerà oltre, anche fuori regione.

Da Sesto a Loreto

Riprendendo il discorso dai Gang, il gruppo di Filottrano ha scritto una canzone intitolata Sesto San Giovanni. Vista la loro forte connotazione politica, che si sarà intuita dalla frase sopra, è superfluo scrivere che si tratta della Sesto operaia. Ricordiamo anche che l’incipit della celeberrima Andava a Rogoredo” è: “Quel che che sunt drè a cuntav l’è ona storia vera/de vun che l’era mai stàa bon de dì de no/ E s’eren conussu visin alla Breda/ le l’era de Rogored e lu el su no”.

Da Sesto si può andare verso Milano, incontrando Turro, Gorla e arrivando, appunto, a Loreto. Gorla è citata in un brano di Giovanni D’Anzi, “El Biscella”. L’autore di O mia bela Madunina ha fatto un pezzo molto gustoso, El Tu mi ami (si trova anche Tumiami) de Luret(t). E’ la storia di un bullo che va in ristorante di lusso e si rifiuta di pagare, ma le cose non vanno come aveva previsto.

Venendo a epoche più vicine a noi, come dimenticare quell’”Io abito tra Loreto e Turro” pronunciato da Faso in Alfieri?

Da Loreto si potrebbe proseguire verso Corso Buenos Aires e menzionare l’omonima canzone di Dalla, ma vedere Corso Buenos Aires come periferia è un po’ arduo.

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Da Sesto si può andare a Cologno Monzese. Ora, mi sembra che Fatti un giro sia ambientata nel quartiere Stella, dove, abitavano i fratelli Aleotti, alias Articolo 31. Non riesco a trovare prove a suffragio, sono ricordi che affiorano, cose sentite dire, sicché non citate questo articolo come fonte Lol. Però Cologno Beach di Luca Aleotti, detto anche Grido, c’è veramente.

J-Ax, ovvero Alessandro Aleotti, ha collaborato con Emis Killa nel brano A cena dai tuoi in cui si nomina Vimercate, dove è nato Emis. Nel video compare Carlo Cracco.

Da Sesto si può andare a Cinisello per ascoltare Ciny di Sfera Ebbasta.

Da Como a Corfù

Andando un po’ più fuori, Como è presente in due brani di Jannacci: Prete Litprando e il giudizio di Dio (insieme a Biandrate) e Per Un Basin. In realtà, Per un Basin è stata scritta per Milva ed è presente nell’lp La rossa, insieme a Soldato Nencini, “semianalfabeta e per giunta terrone, messo a Alessandria perché c’è più nebbia”. La d eufonica è assente nel testo.

Alessandria, Como e Biandrate facevano parte del Ducato di Milano.

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Sanremo di Periferia: San Siro

di Massimiliano Priore

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Lasciato il carcere di San Vittore, in cui abbiamo dimenticato il Gino Cerutti del Giambellino, questa volta parleremo di un luogo più ameno: San Siro e il suo stadio (ma il quartiere non è facilissimo). La prima canzone che viene in mente è, naturalmente, Luci a San Siro di Vecchioni. Soprattutto un verso fa capire l’importanza di questo posto per Milano: “Luci a San Siro di quella sera, che c’è di strano? Siamo stati tutti là”. Un altro brano ambientato alla Scala del calcio è Eravamo in 100.000 di Adriano Celentano, che parla di un amore nato durante un derby “da una porta all’altra”. E’ interessante che entrambi abbiano nel proprio repertorio anche un brano che si svolge in zona Stazione Centrale: Il ragazzo della Via Gluck e Io non devo andare in via Ferrante Aporti. Divagazione nella divagazione: Giorgio Gaber scrisse una canzone intitolata La risposta al Ragazzo della via Gluck. Gaber e Jannacci facevano parte dei Rock Boys, il gruppo del molleggiato.

San Siro o Reggio Emilia?

Gli Offlaga Disco Pax raramente hanno parlato di luoghi diversi da Reggio Emilia o dai Paesi dell’ex Area Sovietica, eppure uno dei loro brani si svolge da queste parti. E’ Ventrale, dedicato all’impresa compiuta da Vladimir Yashchenko al Palazzetto dello Sport di Milano. Invece, il monologo Teste Quadre Ossa Rotte @ Prodezze Fuori Area cita un tunnel di Simutetenkov ai danni di Franco Baresi con conseguente gol. In realtà, il fatto avvenne a Reggio, però un gol a San Siro al Milan Simutenkov lo segnò davvero.

 

San Siro rossonerazzurra

Paolo Rossi fece una cover di Tanco del Murazzo di Vinicio Capossela, cambiando le parole in chiave anti-milanista e anti-berlusconiana. Era in una cassetta allegata a Cuore. S’intitola Tango dei furiosi. Da un interista (anzi, a parte gli Odp, granata, e Vinicio, disinteressato, erano tutti nerazzurri quelli nominati finora) a un milanista, il grande Enzo Jannacci, di cui vogliamo ricordare il pezzo sanremese Se me lo dicevi prima, in cui canta “E allora sarà ancora bello quando t’innamori, quando vince il Milan, quando guardi fuori” e le parole “Quelli che quando perde l’Inter o il Milan dicono che in fondo e’ una partita di calcio e poi vanno a casa e picchiano i figli, oh yeah!” (Quelli che).

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La stazione di San Siro è stata aperta nel 2015, ma Giovanni D’Anzi già nel 1964 aveva previsto: “Metropolì, Metropolà, da San Siro fino a Sesto te traverset la città” (Metropolì Metropolà).

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Sanremo di Periferia: Il Carcere di San Vittore

di Massimiliano Priore

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Questa volta si parlerà di una periferia estrema: quella del carcere. Più di una canzone milanese nomina San Vittore o addirittura vi è ambientata, in parte o del tutto. Del resto, esiste il filone delle Canzoni della Mala milanese e la Vanoni ne ha fatto un disco. Nelle canzoni della Mala torna spesso Piazza Vetra. Una delle più belle in cui compare è La povera Rosetta, ispirata a un fatto di cronaca di inizio XX secolo.

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Proprio la nostra Ornella è stata una delle migliori interpreti del capolavoro di Streheler, il cui ritornello è conosciuto anche fuori dei confini regionali. L’hanno fatta tutti i grandi della canzone milanese e Jannacci ha detto: “Mi girano i coglioni per non averla scritta io”. Una strofa della sua ultima fatica, Desolato, recita “Ho un fratello che in galera e non gli passa mai” e potremmo immaginare che si trovi a San Vittore. Lo stesso si può dire di Si chiamava Ambroeus, che parla di un uomo induce gli avventori di un locale malfamato a bere e prende la percentuale sugli incassi. E’ interessante perché utilizza ratera per indicare la galera, come in Ma mi.

Un giro a Sant’Agostino

Non danno invece spazio all’immaginazione i brani che seguono perché sono espliciti:

La ballata del pittore: storia di un madonnaro finito dentro per un alterco con in vigile.

El me gatt: la vendetta di uno cui una vecchia ha ucciso l’amato gatto. Viene nominata anche via Savona, ma solo una questione di rima

In libertà ti lascio: una sentenza ingiusta condanna uno della Ligera (la mala milanese) all’ergastolo

A San Vittore e agli ambienti connessi sono dedicati anche alcuni versi di Porta Romana

El moro della Vedra: un tradimento, un arresto e un vendetta

Il primo furto non si scorda mai Il titolo spiega molto. Fatto, vero o immaginario, avvenuto nel Ventennio

Alternative

Di alcuni di questi pezzi, a parte quelle classiche, segnalo la versione di Ma mi dei Teka Pi, de Ligera La Povera Rosetta 73 dei Ligera 73, che hanno rifatto anche Porta Romana, e La ballata del pittore dei Punkreas.

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