Sanremo di Periferia: Bovisa e Affori (e Maciachini)

di Massimiliano Priore

Affori e Bovisa

Il sei è un numero speciale e, visto che sono ospite di un sito che ha un occhio di riguardo per Affori e per la Bovisa, voglio dedicare la sesta puntata a questi due quartieri.

Affori

Villa_Litta

Il Tamburo principale della Banda d’Affori è una canzoncina apparentemente spensierata, ma nasconde una satira politica anti-fascista. Infatti, nel brano si parla di uno che comanda “cinquecentocinquanta pifferi.” Cinquecentocinquanta era il numero dei membri della Camera dei Fasci e delle Corporazioni. E poi, in milanese piffero indica l’organo genitale maschile. Insomma, non proprio un termine lusinghiero. La cultura milanese o comunque lombarda non era nuova a questi camuffamenti. La bella Gigogin recita: “Per non mangiar polenta / bisogna, bisogna aver pazienza.” Ecco, la polenta rappresenta il giallo della bandiera asburgica e il ritornello “Daghela avanti un passo, delizia del mio cuore” è un invito all’esercito piemontese a entrare in Lombardia per liberarla da Vienna. Senza dimenticare che ne I promessi sposi gli spagnoli rappresentano anche gli austriaci.

Bovisa

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Un altro testo risorgimentale ci conduce fino in Bovisa. Si tratta de La moglie di Cecco Beppe. Chi è questo Cecco Beppe? L’Imperatore Francesco Giuseppe. Piccola divagazione: da Cecco Beppe deriverebbe il termine cecchino. La Bovisa compare anche in “Milan l’è un gran Milan”, in cui D’Anzi dice, ironicamente: “Porta Cicca e Bovisa / che dintorni propri san”. Porta Cicca è il nome dialettale di Porta Ticinese. Esiste una versione in cui compare Pero, che non ho menzionato parlando dei luoghi fuori Milano città. Riparo ora e faccio un cenno anche su Rho. Non proprio su Rho, ma sull’Expo. Sono state scritte diverse canzoni sull’esposizione universale. Qui ce ne interessa solo una: Exposong della blogger Onalim alias Isabella Musacchia.

Maciachini

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Partendo dalla Bovisa, si può fare una passeggiata fino a Dergano e da lì giù fino a piazzale Maciachini (ma c’è anche la metro gialla, volendo) e canticchiare La ballata di Piazzale Maciachini di Folco Orselli, in cui una ragazza viene invitata a fare un giro in questa piazza con questa motivazione: “Son tutti buoni a portarti a passeggiare sui Navigli”.

 

 

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